Le Corbusier
Charles-Edouard Jeanneret aveva assunto lo pseudonimo che lo rese famoso nel 1920, anno in cui fondò a Parigi assieme al pittore Amédé Ozenfant la Revue de l’Espirit Nouveau. Studia a Parigi presso la scuola d’arte e successivamente lavora nello studio dell’architetto parigino Perret.
A soli 18 anni costruisce la prima casa. Le sue idee nell’architettura e nell’urbanistica erano molto avanzate. Nucleo delle idee che sviluppò con Ozenfant fu l’edificio multi-uso a unità sovrapponibili per abitazioni popolari.
Caratteristica degli edifici di Le Corbusier sono i pilotis che trasmettono un senso di leggerezza e, ne contempo, costituiscono il telaio degli elementi strutturali, permettono una pianta libera, finestre o fascia per l’illuminazioe unitaria, giardini pensili e facciate liberamente articolate. Esempi di questo periodo sono il contributo al quartiere Weissenhof di Stoccarda e la Ville Savoie a Poissy. Sono molto diversi, invece, gli edifici del periodo “organico” che ebbe inizio negli anni ’40: case con volte “catalane”, con tetti ondulati, terrazze costruiti con materiali naturali: il cotto, pietre, mattoni, gres. Per queste case egli sviluppa il modulor come unità dimensionale, un sistema dedotto dal corpo umano. Esempi di questo periodo: le case Jaoul a Neully-sur-Seine e la casa Sarabhai in India.
La Corbusier muore nel 1965, annegato, sulla costa francese del Mediterraneo.
Tutti i mobili da lui disegnati sono nati dalla collaborazione con Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel rispetto delle qualità di ciascuno di essi.











