Gerrit Thomas Rietveld
Figlio di un falegname da cui imparò il mestiere, nel 1911 aprì un laboratorio indipendente e studiò architettura in un corso serale sotto la guida dell’architetto Klaarhamer. Già nel 1908 aveva progettato i primi mobili. Nel 1919 si unì al gruppo “De Stijl”, un’associazione di pittori, architetti e scrittori, impegnati in un programma di radicale rinnovamento dell’arte mediante uno stile che prese l’avvio dal cubismo e si legò ad un rigido ordine geometrico. De Stijl con il suo programma corrispondeva agli sviluppi internazionali in atto. Precursori del modernismo erano Mackintosh, Wagner, Loos, Hoffmann e Moser, in America Frank Lloyd Wright, l’amburghese Peter Behrens. Quella di De Stijl fu un’epoca di grandi nomi dovunque: Mies Van Der Rohe, Gropius, Breuer, i maestri della Bauhaus, in Francia Le Corbusier e in Inghilterra Ellen Gray. La casa Schroder di Rietveld a Utrcht fu costruita seguendo rigorosamente i principi di “De Stijl”: la forma base è il cubo,; pareti perimetrali con molto vetro affinché spazio interno ed esterno costituissero un unicum; pareti interne mobili. Oltra alla casa Schroder a Rietveld ha costruito case a schiera a Utrecht, il padiglione olandese alla biennale di Venezia, il museo Van Gogh ad Amsterdam.
Nel 1928 fu membro fondatore olandese del CIAM (Congrés International d’Architecture Moderne). Gli anni ’50 gli hanno attribuito la giusta importanza.
Con una grande retrospettiva a Utrecht si è esaltato il suo lavoro. Ha ricevuto numerosi incarichi del genere architettonico e urbanistico. È stato insignito della laurea Honoris Causa dal Politecnico di Delft.



