Charles Rennie Mackintosh
Viene comunemente classificato come esponente dello stile Liberty. La sua linea molto personale deve, tuttavia, essere considerata più vicina alla scuola di Vienna che si sviluppò intorno a Joseph Hoffmann e a Koloman Moser che non all’Art Nouveau francese e belga, di cui detestava gli eccessi decorativi.
Egli tratta il legno come un materiale duttile, malleabile e ama rivestire i suoi mobili con lacche che ne mimetizzano le attaccature e i giunti e ne facciano risaltare solo le forme definitive.
Mackintosh e i suoi amici vogliono distinguersi dalla mediocrità e della confusione stilistica dell’epoca vittoriana e in questo intento ebbero l’appoggio del movimento inglese “Arts and Crafts”.
Al di fuori di Glasgow, che ospita il suo ardito e significativo edificio della School of Arts, egli era poco noto in Inghilterra. Era invece notissimo nel continente dove aveva partecipato alla mostra della secessione viennese nell’autunno del 1901 e all’esposizione Internazionale delle Arti Decorative Moderne di Torino nel 1902. A Vienna incontra anche Hoffmann, Moser, Olbrich e il pittore Klimt. A questo periodo risalgono il premio al concorso della rivista “Zeitschrift fuer Innendekoration” con un progetto per la casa di un collezionista e l’arredo per un salone da musica per Fritz Waearndorfer, il mecenate della secessione. Dopo il 1905 seguono anni di stasi e, quindi, dal 1916 al 1918 un secondo periodo di successi: poi, il silenzio.
Rimasto senza incarichi si trasferisce con la moglie e collaboratrice Margaret in Francia per dedicarsi alla pittura. Vive dei suoi risparmi e muore in povertà.
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